CHRISTMAS COUNTDOWN

L'Albero di Natale

2 gen 2009

Manifestazioni ed eventi per la Befana



Capitale mondiale della Befana
Partirà domani (2 gennaio 2009) nel pomeriggio, per concludersi il 6 gennaio 2009, la Festa Nazionale della Befana a Urbania.

Sono ormai più di dieci anni che l’antica Casteldurante festeggia alla grande la Befana, con eventi e kermesse dedicati a piccoli e grandi. La manifestazione, intitolata ‘Urbania: la casa della Befana’, ha molteplici fini. Il più importante è, senz’altro, la riscoperta dell’aspetto pedagogico legato alla Befana. Un tempo, neanche troppo lontano, la visita dell’amata vecchia era vissuta dall’intera famiglia: dai genitori, che se ne servivano per premiare o castigare i figli per il comportamento tenuto durante l’anno; ai bambini che, impazienti e timorosi, ne aspettavano il giudizio. Durante le festività di gennaio, il tema sarà dibattuto in un incontro durante al quale prenderanno parte docenti universitari, educatori, scrittori e personaggi famosi.

Altro scopo è quello di riproporre l’aspetto puramente folcloristico e tradizionale di questo personaggio dell’immaginario infantile. Nel ricordo di antiche usanze che vedevano la Befana al centro di feste popolari e pensando a tradizioni così fortemente radicate tra gli abitanti di questo angolo delle Marche, da oscurare quelle in gran parte consumistiche abbinate a “Babbo Natale”, Urbania si candida come il luogo più originale e adatto per ospitare la “La Casa della Befana”.

L’iniziativa prenderà il via ufficialmente all’imbrunire di domani (venerdì 2 gennaio) con fuochi d’artificio e l’arrivo in cordata dalla torre civica della Befana. Sarà il primo cittadino a riceverla in pompa magna e consegnarle le chiavi della città che restituirà la sera del 6 gennaio. Il corteo con il Bandino dei Brutti e le tante aiutanti della Befana sfilerà per le vie della cittadina fino alla piazza principale, dove sarà aperta la casa della vecchina. Nel corteo sarà possibile ammirare le Befane sui trampoli, quelle a bordo di un’originale bici-scopa, la più bella, la più brutta, la Befana cuoca e quella sarta. In piazza San Cristoforo apertura delle casette e del mercatino della Befana. Apertura dell’Emporio della Befana. Mentre nella sala Montefeltro di Palazzo Ducale sarà visitabile la mostra “Una Befana per cappello. La favolosa arte dei maestri cappellai di Montappone”.

La Befana di Urbania, in occasione delle grandi feste indette in suo onore, anche quest’anno vuole battere più record.

Se l’anno scorso ha battuto il record con la sciarpa più lunga del mondo, realizzata rigorosamente dalle sarte Befane di Urbania, lunga ben 28 metri; quest’ anno è la volta della calza più lunga, cucita a mano dalle tante aiuto-Befane di Urbania, già all’opera da tempo.

Altri primati arriveranno dalle aiuto Befane: da quelle acrobatiche che volano davvero, a quelle sui trampoli, a quelle che scenderanno in cordata dalla torre civica alta ben 36 metri. I primati comunque non si fermano qui. In programma anche il Guinness per la sciarpa della Befana più lunga: ogni Befana da un anno sta dando il proprio contributo nella realizzazione dell’indumento, tenendo per una settimana la sciarpa e passandola poi di casa in casa, una “catena” che continuerà fino al 6 gennaio. Si passa poi alle oltre 4 mila calzette appese in tutte le finestre della cittadina. Tra i record gastronomici battuti nelle passate edizioni: la frittata più grande, ben 1001 uova da mangiare con fiumi di vino Sangiovese. Da non dimenticare poi nel 2007 la scopa più alta del mondo (28 metri), realizzata rigorosamente in legno e erica.

Ogni sera fino all’epifania, all’imbrunire, per vie e piazze di Urbania sfileranno tante Befane. Non mancheranno fuochi d’artificio, musica e allegria. Anche il lancio di dolciumi è assicurato. Laboratori creativi sull’antica arte della ceramica, che rese famosa Casteldurante nel lontano 1600, e di reciclarte saranno attivi tutti i pomeriggi e anche la mattina del 4, 5 e 6 gennaio. Saranno attivati anche laboratori sull’ambiente e sull’alimentazione guidati dagli esperti del Cea della Provincia di Pesaro e Urbino. Sabato 3 gennaio verrà inoltre presentato il libro ‘La Befana…senza calze’ di Giovanna Renzini edito da Neftasia di Pesaro, al quale seguirà la premiazione del concorso nazionale di narrativa e disegno ‘Arriva la Befana’.

Qui per tutto l’anno i bambini potranno mandare le loro lettere, con i loro desideri e piccoli problemi: e sarà proprio la cara Vecchietta a rispondere ad ognuno.

Come fare? Tramite lettera all’indirizzo “La Befana – Casella postale aperta – 61049 URBANIA (Pu)”; o tramite internet al sito http://www.labefana.com/

Durante i cinque giorni di feste si organizzano visite guidate ai monumenti e bellezze di Urbania, l’antica Casteldurante, sia la mattina che il pomeriggio per gruppi, famiglie e visitatori a cura dell’Ufficio Turismo (giro città, Palazzo Ducale e cantine, mummie, teatro e altro).

Durante la cinque giorni il programma prevede: spettacoli di piazza per bambini, in serata il Tombolone della Befana, mercatini di prodotti tipici, mercatini della Befana, animazione e laboratori creativi, visite guidate alla città, Luna Park, spazi espositivi per produttori marchigiani, spettacoli delle Befane volanti, spettacoli pirotecnici, sfilate, carri allegorici, tante Befane in tutte le salse, apertura della casetta della Befana, discesa della Befana dai campanili della città, presentazione dei Guinness (Calza e sciarpa più grandi del mondo), in serata consegna di doni nelle case, nei camper e ovunque si richieda. Nelle serate: spettacoli in città; in notturna dalle ore 23 “Befanight” per i giovani. Gran finale con spettacolo pirotecnico e la partenza della Befana.

La Casa della Befana: 0722.317211 o http://www.labefana.com/

Segreteria organizzativa:

Associazione Befana.it

Info:

Pro Loco Urbania

C.rso Vittorio Emanuele II, 27

61049 – Urbania

Tel e fax: 0722.317211



Si rinnova anche per il 2009 il tradizionale appuntamento con la festa
dell’Epifania a Maranello.
Martedì 6 gennaio all’Auditorium Enzo Ferrari in via Nazionale 78 è in programma la doppia proiezione di un film di animazione per bambini, alle ore 9.15 e 11.

L’ingresso è gratuito ad esaurimento posti. Gli adulti potranno entrare solo se accompagnati da un minore (un bambino per ogni adulto). All'uscita verrà consegnato a tutti i bambini un libro offerto dalla Biblioteca e una calza con le caramelle offerta dall'associazione AVAP di Maranello.



Le Befane di Valliera di Adria (ro)

Si parte sabato 3 gennaio da Valliera alle ore 17,00 circa, direzione via marconi di adria dove visiteremo tutti i negozi e i bambini che troveremo lungo il percorso per poi procedere per via carducci, alcuni negozi delle riviere, zona palazzo di vetro, zona coop e poi ritorno a valliera per le vie sud della frazione.
A proposito ho chiesto agli altri ragazzi con cui prepariamo la manifestazione, sò che hai un bambino piccolo, se vuoi chiedere anche a qualche vicino di casa tua che abbiano bambini piccoli noi siamo ben disponilibili a fare un saltino anche in via madre teresa di calcutta, con la preghiera di raggruppare al nostro arrivo i vari bambini in poche soste circa due o tre al massimo, per ovvi motivi di tempo, e avvisa che se qualche genitore gradisce che la befana consegni un pacco al proprio bambino basta che lo prepari con nome cognome del bambino e indirizzo, e mi fai sapere per farcelo avere per tempo anche quando stiamo arrivando la sera stessa credo verso le ore 19,30 di sabato 3 gennaio subito dopo la zona palazzo di vetro e prima della zona coop.
Si riprende domenica 4 gennaio sempre alle ore 17,00 circa direzione località orticelli, via san pietro basso e alcuni punti di Valliera.
Lunedì 5 gennaio partenza alla stessa ora circa, passeremo per alcuni negozi di via badini, corso mazzini, via chieppera e tutto il corso vittorio emanuele fino in piazza garibaldi, poi si procede per altri punti direzione Valliera.
Martedì 6 gennaio ultimo giorno e giorno della Befana vero e proprio, si parte alle ore 13,00 direzione agriturismo “la salute” in loc. ca’ garzoni e poi ritorno a Valliera dove la befana porterà la calza a tutti gli abitanti della frazione casa per casa fino alle ore 20,30 circa, orario in cui ci sarà nel campetto adiacente alla chiesa si svolgerà il tradizionale brusavecia
Tutte le sere la befana si ferma verso le ore 22,00 perchè dopo quell’orario con i tempi che corrono non vogliamo creare panico a persone che non ci conoscono.
Intanto ti ringrazio anticipatamente di quello che farai sicuramente per noi e ti mando i migliori auguri di buona fine e inizio 2009 a te e famiglia.
info: Giorgio Lazzarin 3395213458

La calza della Befana più lunga del mondo


Il 5 gennaio 2009 sfilerà nelle vie di Viterbo la calza della Befana più lunga del mondo,
chiamata anche la calza della solidarietà.
La calza sarà realizzata in tela di iuta e lunga 52,30 del peso di kg 400 circa, internamente riempita con palloni gonfiabili, sacchi di carta e doni per bambini, trasportata a spalla da 100 figuranti tipicamente vestiti da befana, intervallate da 15 Fiat 500 sul cui tettino poggia la calza. Il corteo sarà preceduto dalla banda musicale e dal gruppo Majorettes di Bomarzo, dal gruppo sbandieratori "Città di Viterbo", da bambini e bambine vestiti rispettivamente da spazzacamino e da befana. In piazza del Plebiscito - sosta per il saluto del Vescovo, del prefetto, del Sindaco e di altre autorità.

Lo scorso anno era di 52,30 metri di lunghezza, 300 kg di peso.


Programma:

ore 14,30 - raduno delle 100 befane in piazza del Plebiscito

15,00 - trasferimento in corteo delle befane e delle fiat 500 con la banda musicale fino a Porta Romana

15,30 - Partenza della Calza più lunga del mondo.

Il corteo sarà preceduto dalla banda musicale e dal gruppo Majorettes di Bomarzo, dal gruppo sbandieratori "Città di Viterbo", da bambini e bambine vestiti rispettivamente da spazzacamino e da befana.

In piazza del Plebiscito - sosta per il saluto del Vescovo, del prefetto, del Sindaco e di altre autorità.

In viale B. Buozzi, nel sacrato parrocchiale distribuzione delle calze della befana ai bambini presenti.

E' prevista la presenza di Rai e Mediaset.

Info: 340.5723916 Luciano Barozzi - Circoscrizione Pilastro

31 dic 2008

Buon anno!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!


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Buon 2009 a tutti voi: amici o conoscenti o semplici visitatori!!!AUGURI!!!!!!

Natale in Australia


Ciò che colpisce osservando dall'esterno le tradizioni natalizie australiane

è la totale adesione alla cultura anglosassone, benché sia trascorso ormai molto tempo dall'arrivo nel quinto continente dei pionieri inglesi protestanti, avvenuto nel XVIII secolo. Sebbene il Natale cada in Oceania nella stagione estiva, non si è verificato negli anni alcun aggiustamento alle esigenze di un clima e di un ambiente nuovi. Certamente, oggi, lo scambio culturale avvenuto per la presenza nell'isola di una gran varietà di gruppi etnici fa sì che ognuno viva il Natale secondo le tradizioni della cultura di provenienza, ma è paradossale verificare come i bambini, che non conoscono la neve se non in fotografia o tramite la televisione, affidino i propri sogni ad un Santa Klaus che arriva con la sua slitta trainata dalle renne, e che la colazione di Natale, consumata magari al riparo di un ombrellone, preveda invariabilmente un menù ricco e sostanzioso, più adatto al rigido inverno europeo, e in tutto uguale a quello anglosassone. Unica variante all'etichetta natalizia inglese è la macedonia di frutta, sempre presente sulle tavole di festa australiane, che pone fine al pranzo del 25, questo, per la sua ricchezza, è un vero tormento per i bambini, costretti a ritardare il bagno al mare. Alcuni australiani di origine tedesca si sono riuniti in un comitato che reclama un nuovo calendario per il Natale. Come tutti i migranti afflitti dalla nostalgia, propongono di spostare le celebrazioni e le vacanze natalizie in giugno, durante la stagione invernale, per far vivere ai loro figli la la stessa atmosfera che hanno conosciuto da bambini. Non riescono infatti a capacitarsi di come sulle spiagge, molto spesso, accada di vedere giungere Babbo Natale in canoa. Un'ulteriore tradizione mutuata dall'Europa dove è però oggi quasi scomparsa è il Boxing day, festeggiato il 26 dicembre. Si tratta di una giornata dedicata agli amici, con i quali si organizza un picnic o si assiste a qualche competizione sportiva; il nome di questa insolita festa si riferisce alla tradizionale lotta esistente tra chi chiede e chi è costretto a dare la Christmas box, mancia natalizia. Nella vecchia Inghilterra, usava che tutti partecipassero alla preparazione del dolce di Natale per eccellenza, mescolando a turno l'impasto durante la sua lenta permanenza sul fuoco ed affidando ad esso uno speciale desiderio. C'era poi anche chi ­e l'uso vive ancora in Australia - vi nascondeva dentro un ditale in argento, a garanzia della felicità coniugale, una carta da gioco e una monetina, che recassero fortuna e ricchezza. Una fetta del pudding, inoltre, era sempre destinata ai figli degli emigrati, perché anche nelle colonie potessero godere e tramandare gli usi della famiglia. La ricetta originale prevedeva nell'impasto anche carne ed era cotto nel grasso di bue, operazioni oggi omesse dalla maggior parte dei cuochi.

V.Odierno


Natale in Asia


Tutte le civiltà celebrano il Natale delle proprie divinità

ed il ciclico rinnovarsi del tempo; molto spesso queste ricorrenze prevedono momenti di riunione familiare e d'integrazione dell'intero gruppo sociale, coesione che il più delle volte si realizza in sontuosi pasti collettivi, alla preparazione dei quali concorrono le donne di tutto il vicinato. La festa più importante del lunario cinese è il Capodanno, che cade intorno al 28 gennaio del calendario solare. I festeggiamenti durano una settimana, e comportano vari fuochi, scambi di doni e riti propiziatori che coinvolgono soprattutto i bambini, i quali affidano al nuovo anno i migliori propositi mettendo sotto il cuscino un sacchettino rosso. È di antica memoria l'idea che vuole che ogni cosa, animata o inanimata, sia provvista di uno spirito proprio; nelle famiglie tradizionali, dunque, particolare riguardo sarà rivolto alle innumerevoli divinità che governano la vita quotidiana, dal dio delle pignatte e delle padelle a quello dei coltelli, geni che garantiscono il funzionamento e facilitano l'uso dei vari oggetti. La gerarchia implicita in questo complesso mitologico dà al dio della cucina e del focolare un posto di assoluta preminenza e non vi è casa in cui, rintanata in una nicchia scavata sopra il camino, non vi sia una sua immagine. Alla fine dell'anno, la sacra effige, ormai annerita dal fumo degli incensi, viene bruciata; con questo atto, si segna il momento in cui il dio sale in cielo, al cospetto della divinità suprema, per fare il resoconto circa vizi e virtù di tutti i membri della famiglia. Allo scopo di conquistarne l'indulgenza, gli si rivolgono offerte alimentari e si allestiscono pasti nel segno dell'abbondanza. Affinché nel suo rapporto annuale sia dolce nei confronti dei familiari di cui conosce ogni recondito aspetto dell'animo - dall'alto del suo canto, sul camino, veglia notte e giorno sulla casa ed i suoi abitanti - , gli si offrono dolci mielati, ma, se si teme che possa parlare a sproposito, magari rivelando qualche peccato che il dio sommo non gradirebbe, sarà bene rimpinzarlo di dolci collosi e compatti, che gli impediscano di aprir bocca. In tal caso, potrà soltanto annuire col capo alle domande rivoltegli e dare così l'impressione che tutti si siano comportati per il meglio. Tra i tanti piatti che colorano la mensa d'inizio anno (come i nidi di rondine o i bachi da seta fritti) si nota la testa di maiale intera semplicemente bollita, accompagnata da salse speziate e agrodolci. L'eccezionalità della preparazione è sottolineata dal fatto che solitamente carni e verdure si presentano in tavola tagliate a pezzi e mai interi. In questo caso, è l'interezza della vivanda a marcare la differenza tra tempo ordinario e quello festivo, separazione ugualmente suggerita dalla presenza dei pani ricchi. I nomadi tibetani preparano per la stessa ricorrenza un pane intrecciato composto di quattro rotoli di pasta fritti nell'olio che, con il suo colore dorato, è considerato un alimento di lusso, simbolo di prosperità: esso ha il potere di allungare la vita a chi lo assaggi. Anche in Giappone si attende il Capodanno per stare insieme. Al contrario di quanto accade in Occidente, gli ultimi giorni dell' anno si dedicano alla famiglia. Infatti, se ormai tutti i giovani, specie nelle città, festeggiano il Natale secondo l'uso statunitense (anche qui non manca la corsa agli acquisti, la calza di Santa Klaus e gli alberi dalle luci colorate), il Capodanno è festa sia civile che religiosa. Qui la ricorrenza è anticipata di circa un mese (rispetto alla Cina), così da farla coincidere con la fine dell'anno solare. L'ultima notte di dicembre è d'uso recarsi al tempio (la tradizione riguarda sia la religione buddista che quella scintoista), dove, a turno, si batte una grossa barra metallica posta in una struttura all'interno del giardino sacro. La casa viene addobbata con festoni e decorazioni di bambù e rami di pino che servono a tenere lontani gli spiriti maligni; esse vengono disposte davanti alla porta d'ingresso, sui due lati. Al mattino del primo dell'anno si indossa il kimono più bello per recarsi di nuovo al tempio, dove si lanciano dei soldi in un' arca di legno e si prega dio perché conceda un nuovo anno ricco di felicità. In casa, più tardi, ci si riunisce per partecipare al pranzo "più rumoroso": la pietanza servita in quella ricorrenza consiste infatti in tagliolini che vanno tradizionalmente trangugiati con grande rumore per dimostrare quanto siano apprezzati. Questo piatto, conosciuto come soba, è tipico del Capodanno, tanto che,secondo un detto popolare, mangiare la soba equivale ad entrare nel nuovo anno. Il dessert è una sorta di budino preparato con degli azuki (fagioli di soia) bolliti a lungo e zuccherati, nel quale si intingono i caratteristici mochi, palline di riso bianco presenti sempre sulla mensa festiva. Per il divertimento dei bambini, si modellano i mochi a forma di omini di neve, e li si dota di una testa fatta con un' arancia. Il periodo di vacanza termina il 7 gennaio (come in Europa). In quel giorno, ci si prepara a riprendere il ritmo di sempre con un pasto estremamente sobrio: il riso delle sette erbe. Si tratta di un riso bianco bollito con sette erbe selvatiche, tra cui primeggia il daikon. Questo piatto offre l'occasione per trascorrere una giornata in campagna, alla ricerca degli ingredienti per prepararlo, ma sono sempre più numerosi quanti preferiscono sostituire le erbette e le radici della tradizione con sette diverse verdure da acquistare più comodamente in città.

V.Odierno


Natale in Africa



In molti Paesi africani, la coesistenza di culture religiose diverse ha dato vita ad interessanti incontri.

Ad esempio, in Nigeria, si celebrano le principali feste delle religioni presenti in misura maggiore. Così, per Natale, le famiglie si riuniscono attorno agli anziani e tutti i conoscenti, senza far distinzioni tra i culti, sono invitati a partecipare alla cena della vigilia. In quella sera, vige infatti l'abitudine di lasciare aperto l'uscio di casa per far sì che chiunque si senta il benvenuto. La tradizione vuole che ci si scambi regali, spesso consistenti in cibi sia crudi che cotti. Ogni famiglia riceve ed offre molto più cibo di quanto in realtà se ne consumi, e questa abbondanza è considerata di buon augurio. Oltre ai doni alimentari, corre l'uso di donar vestiti, specie se i destinatari sono dei bambini. Nei giorni che precedono il Natale sono le ragazze che vanno di casa in casa, ballando e cantando accompagnate da tamburi. Usano annunciarsi con un biglietto in cui specificano il giorno in cui si esibiranno. Le danze proposte variano in base all'appartenenza etnica dei vari gruppi, come pure i canti, sempre composti nelle lingue locali. Dal 25 in avanti, invece, è la volta degli uomini di esibirsi lungo le strade. Con i volti coperti da grosse maschere di legno, raffigurano vari personaggi legati al costume locale. Si dividono in due gruppi: maschere danzanti, dall'aspetto umano, e maschere dall'aspetto più inquietante, temute da tutti e soprattutto dai bambini. Le stesse maschere possono comparire anche in altri periodi dell'anno, sempre però legate a particolari eventi, come in occasione di funerali o altri momenti critici. Le maschere, in tutte le culture, sono oggetti che racchiudono in sé una grande potenza; in esse nulla è casuale. Già nell'atto di fabbricazione si esegue un preciso rituale, tramandato di generazione in generazione da artigiani specializzati ognuno nella costruzione di un particolare tipo. In passato, la tradizione prescriveva che soltanto chi avesse scolpito la maschera potesse indossarla. Quest'idea, comune anche nel folklore europeo, era dovuta alla convinzione che il legno inciso avesse il potere di captare il fluido che lega l'uomo al mondo vegetale e al ciclo cosmico e che l'incisore, proprio per il suo lungo contatto con la materia, fosse in grado di avere un dialogo privilegiato con le potenze evocate. Anche nell'indossare e personificare le maschere nelle danze ad esse legate si seguono norme tradizionali. Esse sono attive sino alla fine dell'anno; l'ultima notte, con vari strumenti, girano per le strade facendo un gran chiasso e si interrompono solo alle luci del primo dell' anno, giorno in cui le città sembrano deserte per il silenzio assoluto. Mentre il presepe è una tradizione importata solo di recente, l'albero è presente nelle celebrazioni natalizie africane già dai primi tempi delle missioni. Inutile però pensare al classico abete europeo... La decorazione più frequente, in casa come in chiesa, consiste in un intreccio di rami di palma, spesso disposti a formare un arco, su cui vengono applicati dei grandi fiori bianchi che sbocciano sotto Natale. I fiori, bellissimi, non vengono coltivati; sono generalmente i bambini che, al mattino della vigilia, tra non poche difficoltà (si tratta di piante rampicanti dalle spine lunghe diversi centimetri), escono per raccoglierli. Chi invece desidera avere delle decorazioni più durature, che abbelliscano la casa almeno fino a Capodanno, opta per uno dei tanti alberi artificiali presenti sul mercato nelle più diverse fogge, oppure arricchisce con nastri colorati e luci un piccolo banano. La sera della Vigilia si segue una grandiosa fiaccolata che ha luogo dopo la messa di mezzanotte e che è caratterizzata dai canti religiosi cristiani, quasi sempre in inglese. La notte trascorre in compagnia fino al mattino, quando si comincia ad allestire un pranzo abbondantissimo: più famiglie si riuniscono per ammazzare un animale (un agnello, una capra, una pecora o almeno un pollo). I due ingredienti che non possono mancare al pasto principale del giorno di Natale sono la carne (cucinata in umido) ed il riso bianco; ad essi si accompagnano altri cibi che appartengono alle tradizioni familiari e non sono specifici delle feste di fine anno.


Arriverà Natale.

 Qualcuno dirà: ma siamo solo a settembre! Chi è amante del Natale come me, potrà comprendere la sensazione che posso provare appena l'e...