CHRISTMAS COUNTDOWN

L'Albero di Natale

29 nov 2009

Vª EDIZIONE MERCATINO DI NATALE DI SPOLETO

Stand, laboratori e tipicità del territorio a Palazzo Leti Sansi e Piazza del Mercato

5 - 8 dicembre e 11 - 13 dicembre le date dell'esposizione. Apertura ore 10,00 - 20,00
Si aprirà sabato 5 dicembre, nell’incantevole cornice di Palazzo Leti Sansi, il “Mercatino di Natale” 2009, appuntamento consueto per tutti gli appassionati ed inserito anche quest'anno nel cartellone degli Eventi di Fine Anno.
L’idea alla base della quinta edizione, è di offrire ai cittadini ed ai turisti, in quella che è da sempre conosciuta come la piazza storica del mercato, uno spaccato interessante e suggestivo delle lavorazioni e delle produzioni del territorio, oltre ad un’ulteriore opportunità per vivere la storia e la tradizione di Spoleto.
All’esposizione presente nelle splendide sale seicentesche di Palazzo Leti Sansi si aggiungerà un allestimento esterno, che darà vita ad un percorso interamente dedicato ai prodotti artigianali, all’oggettistica natalizia, ai presepi e ai prodotti tipici della gastronomia spoletina e umbra. Non solo. La città gemellata di Schwetzingen anche quest'anno sarà presente con un proprio stand per far conoscere agli spoletini e ai turisti le proprie produzioni locali, sia in ambito artigianale che gastronomico in un'esposizione che vedrà la presenza di artigiani e produttori provenienti anche da altre regioni d'Italia.
Previsto inoltre uno spazio dedicato alle animazioni quotidiane per i più piccoli durante la visita all’interno del Palazzo.
In concomitanza con il Mercatino di Natale, il 5 e il 12 dicembre dalle 8.00 alle 13, torna l'appuntamento con il Mercato a Km0, per l'occasione allestito in Piazza del Mercato. Nato come antidoto all’aumento dei prezzi, vissuto come un ritorno alle origini e alle abitudini di un tempo, luogo d’incontro privilegiato tra il produttore e il consumatore, il Mercato a Km0 sarà ancora una volta all'insegna della genuinità e della convenienza, con vendita diretta e degustazione dei prodotti tipici: un modo diverso di acquistare beni alimentari di prima necessità e non solo che arrivano sulla tavola senza bisogno di viaggiare per centinaia o, addirittura, migliaia di chilometri prima di essere consumati. Prodotti a Km 0 appunto che, provenendo dalle terre dello spoletino, permettono di avere il massimo di freschezza e controlli, con il minimo costo di trasporto e quindi anche il minimo livello di inquinamento.
Tra gli eventi in programma nella prima metà del mese di dicembre anche il tradizionale appuntamento della seconda domenica del mese. Il 13 dicembre, dalle ore 8.00 alle 20.00, il “Mercatino delle Briciole” riempirà alcune tra le più suggestive vie e piazze del centro storico, confermandosi appuntamento d'eccezione per tutti i curiosi e gli appassionati di oggettistica. (http://www.spoletocity.com/)

IL PRESEPE NAPOLETANO

Il presepe napoletano nasce circa nel 1700 e con esso anche il mestiere del figurinaio o figuraro, cioè il creatore di statuette del presepe napoletano. Alte circa 35-40 centimetri, sono realizzate non più in legno, ma in stoppa, con uno scheletro in fil di ferro e gli arti in legno dipinto, mobili, la testa in terracotta policroma e gli occhi in vetro. A Napoli il presepe diviene più che una semplice tradizione, è arte, storia e rappresenta la società.




Addirittura, alcuni artigiani, che lavorano soprattutto nella zona di S Gregorio Armeno (dove ancora oggi si possono vedere al lavoro) si specializzano nella creazione di un determinato tipo di personaggio, come i pastori.

Il presepe napoletano si popola di tanti personaggi diversi, che rappresentano i vari mestieri, con i caratteristici abiti. Anche la rappresentazione degli animali diventa molto varia: sono raffigurati anche animali esotici, come pappagalli, scimmie, cammelli, leoni.

A Napoli, nel Settecento, la creazione del presepe, diventa un passatempo per i nobili ed i ricchi borghesi, che fanno a gara nell’allestimento del presepe più ricco e più bello. La visione di questi presepi dell’aristocrazia è aperta al pubblico in modo che tutti li possano ammirare . Ammirano questi presepi anche il Re con la Corte e gli stranieri che giungono a Napoli con il Gran Tour e che li descrivono nei loro diari o resoconti di viaggio. Il presepe diventa così uno strumento per ostentare la propria ricchezza o quella della propria famiglia.

Anche il Re Carlo III di Borbone trascorre molto tempo a sovrintendere all’allestimento del presepe ( ed a fare lui stesso delle statuine), realizzato in alcuni saloni del Palazzo Reale. La Regina invece cuce i sontuosi vestiti delle statuette.

Un presepe napoletano famoso è quello allestito nel Natale del 1707 dall’architetto Gian Battista Nauclerio, che è illuminato in modo da simulare il trascorrere delle ore.

Il presepe del Principe di Ischitella invece è famoso perché i vestiti dei Mori erano ricoperti di oreo e di gemme preziose.

Bellissimi presepi sono allestiti anche nelle chiese napoletane.

Nel corso del XVIII secolo il presepe si diffonde anche presso il popolo napoletano, anche se allestito in modo semplice e povero, con pochi personaggi messi sullo scoglio (il masso) che costituisce il presepe, spesso custodito dentro una scatola (scarabattola) con una teca di vetro, appesa al muro o posta sul comò.

In genere, il presepe napoletano settecentesco è composto da tre sequenze narrative: la Natività, all’interno di una stalla o di una grotta; l’Annuncio della nascita di Gesù ai pastori dormienti da parte dell’angelo; la taverna, con gli avventori che banchettano all’aperto. (http://www.abitarearoma.net/)

27 nov 2009

"CENTO PRESEPI" a Roma

Oltre 160 presepi, provenienti dall'Italia ma anche dall'estero, tra cui alcune icone inviate dall'accademia di Romania. 
Nelle sale del Bramante della basilica di Santa Maria del Popolo torna, per la 34esima edizione, l'esposizione internazionale "Cento Presepi". Ad inaugurarla il sindaco Gianni Alemanno, accompagnato dalla moglie Isabella Rauti, il cardinale Angelo Comastri, vicario generale del papa e arciprete della basilica di San Pietro, e l'assessore comunale alle polistiche scolastiche Laura Marsilio. "L'incanto della tradizione non si deve perdere", ha detto il sindaco durante la cerimonia di inaugurazione.(omniroma.it)
http://roma.repubblica.it/

Appuntamento a Milano il 6/12 per l'accensione dell'albero dei record

Centomila lampadine e diecimila fiori bianchi addobberanno quest'anno l'albero di Natale di piazza Duomo. 
Un abete da record, con i suoi 50 metri di altezza e 15 metri di larghezza alla base: il doppio rispetto a quello del Rockefeller Center di New York, ben venti metri più alto di quello di piazza San Pietro a Roma. L'albero sarà addobbato in modo tradizionale, grazie a migliaia di lampadine a basso consumo, che gli doneranno una luce calda e intensa, e a circa 10mila fiori bianchi, che ricordano quelli rossi della stella di Natale. Alla base sarà ricostruito il tipico paesaggio del bosco, con aghi, pezzi di legno e pigne, il tutto recintato da uno steccato di legno.
Centomila lampadine e diecimila fiori bianchi addobberanno quest'anno l'albero di Natale di piazza Duomo. Un abete da record, con i suoi 50 metri di altezza e 15 metri di larghezza alla base: il doppio rispetto a quello del Rockefeller Center di New York, ben venti metri più alto di quello di piazza San Pietro a Roma. L'albero sarà addobbato in modo tradizionale, grazie a migliaia di lampadine a basso consumo, che gli doneranno una luce calda e intensa, e a circa 10mila fiori bianchi, che ricordano quelli rossi della stella di Natale. Alla base sarà ricostruito il tipico paesaggio del bosco, con aghi, pezzi di legno e pigne, il tutto recintato da uno steccato di legno.


http://www.corriere.it/

Dolce di Natale tedesco: Stollen di albicocche

Stollen di albicocche
Ingredienti:
Pasta lievitata - Gr 500 di farina
                          Gr 250 di burro fuso
                          Gr 75 di zucchero
                          Ml 125 di latte tiepido
                          1 confezione di lievito secco
                          1 buccia di arancia
                          Succo di 1 arancia
                          1/2 cucchiaino
            Per il ripieno -  Gr 200 di albicocche secche
                         Ml 100 di Sherry
                         Gr 200 di mandorle tritate
                         Gr 200 di marzapane
                         Gr 50 di pistacchi tritati

Zucchero a velo
Preparazione:
Lasciar ammorbidire le albicocche nello Sherry per almeno 2 ore.
Mescolare la farina, il sale, il lievito e lo zucchero; incorporate il burro fuso(non tutto lasciatene un pò per spalmarlo sopra dopo), il latte, la buccia d’arancia ed il succo. Lavorare fino ad ottenere un impasto uniforme. Lasciar riposare in luogo caldo e al coperto per circa 30’. Dopodiché stendere su una spianatoia infarinata.
Sgocciolare le albicocche, farle a pezzetti e distribuirle sulla pasta insieme alle mandorle e ai pistacchi. Prendere insieme i bordi dell’impasto, stenderlo di nuovo e formare un buco al centro. Arrotolare il marzapane, metterlo nel buco dell’impasto e chiudere in modo da fargli prendere la forma di un pane. Far lievitare ancora per 15’.
Cospargere il dolce col burro fuso avanzato e metterlo in forno a 175° per 50’.
Quando è cotto, ancora caldo, cospargerlo di zucchero a velo e volendo di pistacchi tritati.
DA: I dolci di Natale

Regali di Natale Fai-da-te: Piatto di biscotti

Piatto di biscotti

Piatto di biscotti

Occorrente:

1 piatto di terracotta cm 28 di diametro

Tovagliolo di carta con disegno biscotti

Pasta da modellare ‘Ultra-light’

Pennello

Forbici

Coltellino per bricolage

Colore acrilico opaco Decormatt col grigio n. 278

Colore acrilico bianco n. 270

Lacca opaca trasparente Aqua MAttlack

Lavorazione:

Mischiare il Decormatt grigio con un pò di bianco, dipingere il piatto e far asciugare. Ritagliare alcuni biscotti dal tovagliolo, staccare i 2 veli inferiori. Disporre una parte dei biscotti sul piatto come nella foto, ma va bene anche a proprio gusto e spennellare con la lacca partendo sempre dal centro verso l’esterno.

Appoggiare gli altri biscotti sulla pasta da modellare stesa con uno spessore di 2 mm circa e spennellare di lacca, facendo molta attenzione a ricoprire bene i margini dei motivi.

Ritagliare con il coltellino e lasciate asciugare bene.

Incollare sul piatto una stella ed un cuore. Disporre gli altri biscotti sul piatto come se fossero dei biscotti veri.

Da Tutto per Natale

24 nov 2009

La Festa del Ringraziamento

Il 26 Novembre negli Stati Uniti si festeggierà il Thanksgiving Day, cioè la Festa del Ringraziemento.
La data cambia di anno in anno, ma cade sempre il quarto giovedi di Novembre.


Questa storica tradizione cristiana risale all'anno 1623. Quando fu effettuato il raccolto nel novembre 1623 William Bradford, Governatore della Colonia fondata dai Padri pellegrini, a Plymouth, nel Massachusetts, emise l'ordine:
« Tutti voi Pellegrini, con le vostre mogli ed i vostri piccoli, radunatevi alla Casa delle Assemblee, sulla collina... per ascoltare lì il pastore e rendere Grazie a Dio Onnipotente per tutte le sue benedizioni. »
I Padri pellegrini, a bordo della Mayflower, erano arrivati sulle coste americane nel 1620, dopo un duro viaggio attraverso l'Atlantico, in cui erano periti molti dei 102 pionieri imbarcati. Con l'inverno ormai alle porte, si erano trovati di fronte ad un territorio selvatico e inospitale, fino ad allora abitato solo da poche centinaia di nativi americani. Il primo anno fu molto duro. I Pellegrini vivevano in ripari di emergenza, il cibo scarseggiava e quasi la metà di loro non sopravvisse al rigido inverno. Con l'arrivo della primavera del 1621 la situazione migliorò. Per l'inverno i coloni riuscirono a mettere sotto sale del pesce e ad affumicare della carne. Dopo il duro lavoro degli inizi il governatore William Bradford indisse un giorno di ringraziamento a Dio per l'abbondanza ricevuta e per celebrare il successo del primo raccolto. Alla festa i coloni invitarono anche gli indigeni. Nel menù di quel primo Ringraziamento americano ci furono delle pietanze che divennero tradizione per le feste - in particolare il tacchino e il pumpkin (zucca) - insieme ad altre carni bianche, carne di cervo, ostriche, molluschi, pesci, torte di cereali, frutta secca e noccioline.
Il 29 giugno 1676 Edward Rawson redasse una proclamazione ufficiale di Thanksgiving per conto del governatore della contea di Charleston, in Massachusetts, che aveva deciso di indire un giorno di ringraziamento per la buona sorte di cui godeva la comunità e per celebrare la vittoria contro gli "indigeni pagani", cioè gli stessi indiani che avevano accolto e condiviso il territorio con Bradford e gli altri fondatori della colonia di Plymouth. Nei secoli successivi la tradizione del Thanksgiving si estese a tutto il Paese. Le tredici colonie (i primi stati americani) non celebrarono contemporaneamente il Giorno del ringraziamento fino all'ottobre del 1777, quando ne fu indetto uno per festeggiare la vittoria contro gli inglesi a Saratoga nella guerra per l'indipendenza. Fu George Washington, il primo presidente degli Stati Uniti d'America, a dichiarare la festa per tutti gli stati nel 1789 proclamando una giornata nazionale di ringraziamento. Molti risero dell'idea, a cominciare da Thomas Jefferson, che da presidente non vi diede alcun seguito. Ma a metà del XIX secolo il Thanksgiving era diffuso nella maggior parte del territorio americano e osservato da tutti gli strati sociali, dai ricchi ai meno abbienti. (http://it.wikipedia.org/wiki/Pagina_principale)

Proprio come facevano i padri pellegrini, gli abitanti dello Stato di New York possono tornare a cacciare un tacchino selvatico per il tradizionale pranzo di Thanksgiving di giovedì prossimo.
Scomparsi da Long Island nel XIX secolo, di fronte all'avanzata dei terreni agricoli, i tacchini selvatici sono stati reintrodotti nel territorio negli anni '90 nell'ambito di un programma di conservazione dell'ambiente, ma ora sono troppi e i contadini si lamentano per i danni da loro provocati alle colture.
Mike Schiavone, che coordina il programma per il ripopolamento dei tacchini selvatici, ha spiegato al New York Times che i 75 tacchini originari sono ormai diventati 300mila. Così, per la festa del Ringraziamento, è stato eccezionalmente deciso di aprire la caccia per cinque giorni e con precise limitazioni (solo un animale a testa).
La festa, celebrata da tutte le famiglie americane, ha origine nel pranzo di ringraziamento dei primi coloni per i frutti della terra del Nuovo Mondo. E il tacchino, simbolo dell'abbondanza offerta dall'America, è sempre stato il piatto forte del pranzo. I due primi fortunati cacciatori, racconta il quotidiano, hanno voluto rendere solenne la cattura facendo impagliare gli esemplari uccisi. (http://www.adnkronos.com/IGN/)

Queste sono immagini della Parata dello scorso anno


Arriverà Natale.

 Qualcuno dirà: ma siamo solo a settembre! Chi è amante del Natale come me, potrà comprendere la sensazione che posso provare appena l'e...