Inizia oggi la decima edizione del Carnevale di Guardea.
Il primo appuntamento è previsto per le 17,00 nella sala consiliare del Comune dove si svolgerà una conferenza sul tema “Idee per un turismo delle identità nel tempo della globalizzazione”, alla presenza del Presidente della Provincia di Terni Andrea Cavicchioli, dell’Assessore provinciale al Turismo Fabio Paparelli, del Vice Presidente della Giunta regionale Carlo Liviantoni, del Vice Presidente del Consiglio regionale Mara Gilioni del Sindaco di Guardea Vasco Scianca e del Presidente dell’Apt umbra Stefano Cimicchi.
Le manifestazioni carnevalesche andranno avanti fino al 22 febbraio con numerose iniziative, la più importante delle quali è fissata per domenica prossima, alle 14,30, con la sfilata dei carri allegorici artigianali per le vie del centro che verrà replicata anche nelle due domeniche successive.
In programma per oggi anche il concerto degli “Scialimati Brass band” (alle21,00) e a seguire lo spettacolo di Flamenco del “Rio andaluz”. Previsti anche momenti culturali con mostre e visite guidate ai siti archeologici della zona.
“Il carnevale di Guardea – dice l’Assessore provinciale alla Cultura Alberto Sganappa – rappresenta un evento molto importante per la comunità locale perché unisce insieme aspetti ludici e culturali, oltre a momenti di riflessione che grazie alla partecipazione massiccia di importanti rappresentanti istituzionali assumono rilievi che vanno oltre i confini comunali Dopo Sacro Sono u Umbria Folk Festival, il carnevale guardeese rappresenta un ulteriore tassello nel sistema di sviluppo e promozione di area vasta a cui lavora la Provincia”.
http://www.newtuscia.it/index.asp
7 feb 2009
Carnevale di Ronciglione

La manifestazione più tipica di Ronciglione è il Carnevale,
tra i più antichi dell'Italia centrale. Si caratterizza per le sfilate di gruppi mascherati, carri allegorici, corse a vuoto con cavalli senza fantino che attraversano impetuosamente le vie cittadine verso il traguardo, cavalcate degli Ussari, trampolieri e bande musicali.
La maschera tipica del Carnevale, creata dalla fantasia di alcuni ronciglionesi nei primi del'900, è il Naso Rosso che, vestito con un camicione bianco, rincorre lo spettatore tra le vie per offrire
rigatoni al sugo in piatti a forma di vaso da notte.
Il Carnevale di Ronciglione si distingue per l'allegria spensierata, per la cura nella realizzazione dei costumi e dei carri, ma soprattutto per la partecipazione e per il coinvolgimento di tutta la popolazione ronciglionese di ogni età.
La maschera tipica del Carnevale, creata dalla fantasia di alcuni ronciglionesi nei primi del'900, è il Naso Rosso che, vestito con un camicione bianco, rincorre lo spettatore tra le vie per offrire
rigatoni al sugo in piatti a forma di vaso da notte.
Il Carnevale di Ronciglione si distingue per l'allegria spensierata, per la cura nella realizzazione dei costumi e dei carri, ma soprattutto per la partecipazione e per il coinvolgimento di tutta la popolazione ronciglionese di ogni età.
Ogni anno fa sempre una brutta fine:
- chi lo brucia in piazza,
- chi lo getta in un burrone,
- chi lo condanna a morte dopo uno strano processo pubblico,
- chi lo affoga in mare,
- chi lo viviseziona attraverso un divertente intervento chirurgico,
- chi lo sotterra,
- chi lo caccia dal paese,
- chi, infine, lo abbandona in aria con una mongolfiera.
Il personaggio sottoposto a questa lunga serie di torture e vessazioni non è un feroce criminale, ne la vittima sacrificale di una setta segreta, tanto meno è un terrificante mostro, ma è soltanto: "Sua Maestà" il Carnevale".
Carnevale è il massimo appuntamento organizzato nel periodo invernale.
Bande Musicali, Ussari, Maschere, Corse di Cavalli a Vuoto, Mascherine, Nasi Rossi, Carri allegorici, Trampoli, Majorettes, C.E.S.S.I. Tripparoli, Saracari, La Bandaccia, I Santorso, La Compagnia della Penitenza, si susseguono come d'incanto nei giorni del Carnevale fino al mercoledì delle Ceneri.
E' ancora oggi la manifestazione culturale più importante di Ronciglione.
Affonda le sue radici in una forte tradizione popolare.
Il suo modello formale è il Carnevale Romano Rinascimentale Barocco.
Il suono del "Campanone" che annuncia la festa, la consegna delle chiavi del Paese al Re Carnevale, le Corse dei Barberi, il Saltarello, i Carri Allegorici, il rituale della Morte del Carnevale con la "Moccolata" finale sono tutti elementi che ritroviamo gia nelle feste rinascimentali e che, simili, anche a Goethe descriverà nel suo "Viaggio in Italia".
Il Carnevale ha origini lontanissime, addirittura si possono far risalire all'antico Egitto, all'epoca romana (famosi erano i Baccanali, i Lupercali, e i Saturnali che continuarono fino al IV secolo dell'era Cristiana).
http://www.prolocoronciglione.it/index.asp
Toscana: le follie di Carnevale
"Uno scherzo ben fatto fa tornare indietro nel tempo ed esorcizza la vecchiaia",
diceva Monicelli in una celebre intervista. Burle e lazzi, infatti, sono una tradizione per i toscani e va da sé che nel periodo del Carnevale nella regione si scateni un vero turbinio di festeggiamenti.
A Torre del Lago, in provincia di Lucca, è protagonista Gambe di Merlo, personaggio che si ispira a un amico di Giacomo Puccini realmente esistito (6/9 febbraio).
A Pietrasanta, invece, immancabile il Veglione mascherato (22 febbraio), che coinvolge tutte le contrade con tanto di dolci tipici e le immancabili chiacchiere.
Vicino a Lucca, disfida tra i due caffè storici a colpi di coriandoli a Seravezza, sfilate con karacongioli (folletti giocolieri) e trampolieri a Marlia (tutte le domeniche fino al 1 marzo).
Ad Arezzo si festeggia il carnevale dell'Orciolaia con carri allegorici e bande musicali, il martedì grasso.
Risale poi al 1600 il carnevale storico di Stia, poco lontano da Firenze: 72 ore di ordinaria follia, promette il programma. E c'è da crederci, visto che alla mascherata del 24 partecipa tutto il paese in massa.
Sino ad arrivare al carnevale più celebre e conosciuto, quello di Viareggio (8, 15, 22, 24 febbraio e 1 marzo). Carri trionfali, veri e propri monumenti di cartapesta che irridono ai mali del paese, tra torme di gente festante.
Può essere questa l'occasione per spingersi sino in Val di Merse, terra incontaminata, fra le Crete Senesi e la Maremma, ricca di lecci e castagni. Nel Medioevo in questa zona si ebbe un fiorire di pievi, fortini e abbazie, tra le quali spicca San Galgano (XIII sec). Ebbene, proprio dal giovane asceta nascerebbe la leggenda di Re Artù. Una storia che ben si adatta al periodo, ma che non è affatto una burla. La spada nella roccia è lì, conficcata dal santo in segno di rinuncia alla violenta vita trascorsa, per poterne adorare l'elsa come una croce. Proprio in questi giorni sono state rese note le ricerche dell'Università di Siena che hanno confermato l'autenticità dell'arma. Il fatto che si trovi al centro della Cappella di Montesiepi non fa che avvalorare la tesi iniziale. La chiesa (detta Rotonda), infatti, ha una sezione circolare e si sviluppa secondo una bicromia a fasce che crea un movimento a onde. Tutti temi ricorrenti nella simbologia celtica e dei templari, che riportano inevitabilmente al mito della tavola rotonda. Attraverso un'indimenticabile passeggiata si giunge quindi alla maestosa, isolata abbazia senza tetto: infinite volte a sesto acuto e un prato verde come pavimento. I raggi del sole penetrano indisturbati, si alternano alle ombre di oltre cento capitelli tutti diversi tra loro, disegnando fiabesche scenografie. Il rosone cerchia la cappella in lontananza, come un occhio attento. Magica e spettacolare la visita di notte: il complesso illuminato si erge nel buio come d'incanto e nel silenzio ci si ritrova unici spettatori della leggenda.
Informazioni utili
Moltissimi agriturismo e offerte di ospitalità in zona: www.sangalgano.org, www.turismo.toscana.it. Per escursioni e proposte turistiche: www.valdimerse.net, www.cm-valdimerse.siena.it, www.terresiena.it. Manifestazioni su:www.comune.stia.ar.it/turismo/appuntamenti/carnevale,www.viareggio.ilcarnevale.com
http://www.lastampa.it/
diceva Monicelli in una celebre intervista. Burle e lazzi, infatti, sono una tradizione per i toscani e va da sé che nel periodo del Carnevale nella regione si scateni un vero turbinio di festeggiamenti.
A Torre del Lago, in provincia di Lucca, è protagonista Gambe di Merlo, personaggio che si ispira a un amico di Giacomo Puccini realmente esistito (6/9 febbraio).
A Pietrasanta, invece, immancabile il Veglione mascherato (22 febbraio), che coinvolge tutte le contrade con tanto di dolci tipici e le immancabili chiacchiere.
Vicino a Lucca, disfida tra i due caffè storici a colpi di coriandoli a Seravezza, sfilate con karacongioli (folletti giocolieri) e trampolieri a Marlia (tutte le domeniche fino al 1 marzo).
Ad Arezzo si festeggia il carnevale dell'Orciolaia con carri allegorici e bande musicali, il martedì grasso.
Risale poi al 1600 il carnevale storico di Stia, poco lontano da Firenze: 72 ore di ordinaria follia, promette il programma. E c'è da crederci, visto che alla mascherata del 24 partecipa tutto il paese in massa.
Sino ad arrivare al carnevale più celebre e conosciuto, quello di Viareggio (8, 15, 22, 24 febbraio e 1 marzo). Carri trionfali, veri e propri monumenti di cartapesta che irridono ai mali del paese, tra torme di gente festante.
Può essere questa l'occasione per spingersi sino in Val di Merse, terra incontaminata, fra le Crete Senesi e la Maremma, ricca di lecci e castagni. Nel Medioevo in questa zona si ebbe un fiorire di pievi, fortini e abbazie, tra le quali spicca San Galgano (XIII sec). Ebbene, proprio dal giovane asceta nascerebbe la leggenda di Re Artù. Una storia che ben si adatta al periodo, ma che non è affatto una burla. La spada nella roccia è lì, conficcata dal santo in segno di rinuncia alla violenta vita trascorsa, per poterne adorare l'elsa come una croce. Proprio in questi giorni sono state rese note le ricerche dell'Università di Siena che hanno confermato l'autenticità dell'arma. Il fatto che si trovi al centro della Cappella di Montesiepi non fa che avvalorare la tesi iniziale. La chiesa (detta Rotonda), infatti, ha una sezione circolare e si sviluppa secondo una bicromia a fasce che crea un movimento a onde. Tutti temi ricorrenti nella simbologia celtica e dei templari, che riportano inevitabilmente al mito della tavola rotonda. Attraverso un'indimenticabile passeggiata si giunge quindi alla maestosa, isolata abbazia senza tetto: infinite volte a sesto acuto e un prato verde come pavimento. I raggi del sole penetrano indisturbati, si alternano alle ombre di oltre cento capitelli tutti diversi tra loro, disegnando fiabesche scenografie. Il rosone cerchia la cappella in lontananza, come un occhio attento. Magica e spettacolare la visita di notte: il complesso illuminato si erge nel buio come d'incanto e nel silenzio ci si ritrova unici spettatori della leggenda.
Informazioni utili
Moltissimi agriturismo e offerte di ospitalità in zona: www.sangalgano.org, www.turismo.toscana.it. Per escursioni e proposte turistiche: www.valdimerse.net, www.cm-valdimerse.siena.it, www.terresiena.it. Manifestazioni su:www.comune.stia.ar.it/turismo/appuntamenti/carnevale,www.viareggio.ilcarnevale.com
http://www.lastampa.it/
6 feb 2009
Sull’amore di Kahalil Gibran
Allora Almitra disse: parlaci dell'Amore.E lui sollevò la stessa e scrutò il popolo e su di esso calò una grande quiete. E con voce ferma disse:
Quando l' amore vi chiama, seguitelo.
Anche se le sue vie sono dure e scoscese.
e quando le sue ali vi avvolgeranno, affidatevi a lui.
Anche se la sua lama, nascosta tra le piume vi può ferire.
E quando vi parla, abbiate fede in lui,
Anche se la sua voce può distruggere i vostri sogni come il vento del nord devasta il giardino.
Poiché l'amore come vi incorona così vi crocefigge.
E come vi fa fiorire così vi reciderà.
Come sale alla vostra sommità e accarezza i più teneri rami che fremono al sole,
Così scenderà alle vostre radici e le scuoterà fin dove si avvinghiano alla terra.
Come covoni di grano vi accoglie in sé.
Vi batte finché non sarete spogli.
Vi staccia per liberarvi dai gusci.
Vi macina per farvi neve.
Vi lavora come pasta fin quando non siate cedevoli.
E vi affida alla sua sacra fiamma perché siate il pane sacro della mensa di Dio.
Tutto questo compie in voi l'amore, affinché possiate conoscere i segreti del vostro cuore e in questa conoscenza farvi frammento del cuore della vita.
Ma se per paura cercherete nell'amore unicamente la pace e il piacere,
Allora meglio sarà per voi coprire la vostra nudità e uscire dall'aia dell'amore,
Nel mondo senza stagioni, dove riderete ma non tutto il vostro riso e piangerete, ma non tutte le vostre lacrime.
L'amore non da nulla fuorché sé stesso e non attinge che da se stesso.
L'amore non possiede né vorrebbe essere posseduto;
Poiché l'amore basta all'amore.
Quando amate non dovreste dire:" Ho Dio nel cuore ", ma piuttosto, " Io sono nel cuore di Dio ".
E non crediate di guidare l'amore, perché se vi ritiene degni è lui che vi guida.
L'amore non vuole che compiersi.
Ma se amate e se è inevitabile che abbiate desideri, i vostri desideri hanno da essere questi:
Dissolversi e imitare lo scorrere del ruscello che canta la sua melodia nella notte.
Conoscere la pena di troppa tenerezza.
Essere trafitti dalla vostra stessa comprensione d'amore,
E sanguinare condiscendenti e gioiosi.
Destarsi all'alba con cuore alato e rendere grazie per un altro giorno d'amore;
Riposare nell'ora del meriggio e meditare sull'estasi d'amore;
Grati, rincasare la sera;
E addormentarsi con una preghiera in cuore per l'amato e un canto di lode sulle labbra.
Gibran Kahalil Gibran
Quando l' amore vi chiama, seguitelo.
Anche se le sue vie sono dure e scoscese.
e quando le sue ali vi avvolgeranno, affidatevi a lui.
Anche se la sua lama, nascosta tra le piume vi può ferire.
E quando vi parla, abbiate fede in lui,
Anche se la sua voce può distruggere i vostri sogni come il vento del nord devasta il giardino.
Poiché l'amore come vi incorona così vi crocefigge.
E come vi fa fiorire così vi reciderà.
Come sale alla vostra sommità e accarezza i più teneri rami che fremono al sole,
Così scenderà alle vostre radici e le scuoterà fin dove si avvinghiano alla terra.
Come covoni di grano vi accoglie in sé.
Vi batte finché non sarete spogli.
Vi staccia per liberarvi dai gusci.
Vi macina per farvi neve.
Vi lavora come pasta fin quando non siate cedevoli.
E vi affida alla sua sacra fiamma perché siate il pane sacro della mensa di Dio.
Tutto questo compie in voi l'amore, affinché possiate conoscere i segreti del vostro cuore e in questa conoscenza farvi frammento del cuore della vita.
Ma se per paura cercherete nell'amore unicamente la pace e il piacere,
Allora meglio sarà per voi coprire la vostra nudità e uscire dall'aia dell'amore,
Nel mondo senza stagioni, dove riderete ma non tutto il vostro riso e piangerete, ma non tutte le vostre lacrime.
L'amore non da nulla fuorché sé stesso e non attinge che da se stesso.
L'amore non possiede né vorrebbe essere posseduto;
Poiché l'amore basta all'amore.
Quando amate non dovreste dire:" Ho Dio nel cuore ", ma piuttosto, " Io sono nel cuore di Dio ".
E non crediate di guidare l'amore, perché se vi ritiene degni è lui che vi guida.
L'amore non vuole che compiersi.
Ma se amate e se è inevitabile che abbiate desideri, i vostri desideri hanno da essere questi:
Dissolversi e imitare lo scorrere del ruscello che canta la sua melodia nella notte.
Conoscere la pena di troppa tenerezza.
Essere trafitti dalla vostra stessa comprensione d'amore,
E sanguinare condiscendenti e gioiosi.
Destarsi all'alba con cuore alato e rendere grazie per un altro giorno d'amore;
Riposare nell'ora del meriggio e meditare sull'estasi d'amore;
Grati, rincasare la sera;
E addormentarsi con una preghiera in cuore per l'amato e un canto di lode sulle labbra.
Gibran Kahalil Gibran
Ti Amo senza sapere come di Pablo Neruda
Ti Amo senza sapere come
Ti Amo senza sapere come
ne’ quando ne’ da dove,
t ‘amo direttamente senza problemi ne’ Orgoglio
cosi’ ti Amo perche’ non so Amare altrimenti che cosi’
in questo modo in cui non Sono e non Sei,
cosi’ vicino che la tua mano sul mio petto e’ mia,
cosi’ vicino che si chiudono i tuoi occhi
col mio sonno …
È quando ti grava addosso il peso del tempo, quando
sopra le pagine del diario non sai più cosa scrivere
che le speranze scivolano di mano e il gelo ti entra nelle ossa.
Giacciono insieme sulla terra secca le cicatrici
e una storia consumata.
Ogni passo costa fatica il respiro è diventato sibilo.
Ti accorgi che sei rimasto con le mani vuote.
Ora ti trovi solo col tuo tempo tramutato in cenere.
Non importa che inventavi favole e hai scontato la vita
guidando un girasole con le mani.
Ormai più non brillano gemme nei tuoi occhi.
L’inverno adesso sale col suo ritmo quieto di pendolo
e voleranno via come foglie
le pagine rimaste intatte del tuo diario.
Prima che le porte si chiudano frusciando
e si dissolva, dietro, ogni miraggio l’ultimo atto sarà il tentativo
di catturare nello sguardo anche una scheggia soltanto
di sole.
PABLO NERUDA
Ti Amo senza sapere come
ne’ quando ne’ da dove,
t ‘amo direttamente senza problemi ne’ Orgoglio
cosi’ ti Amo perche’ non so Amare altrimenti che cosi’
in questo modo in cui non Sono e non Sei,
cosi’ vicino che la tua mano sul mio petto e’ mia,
cosi’ vicino che si chiudono i tuoi occhi
col mio sonno …
È quando ti grava addosso il peso del tempo, quando
sopra le pagine del diario non sai più cosa scrivere
che le speranze scivolano di mano e il gelo ti entra nelle ossa.
Giacciono insieme sulla terra secca le cicatrici
e una storia consumata.
Ogni passo costa fatica il respiro è diventato sibilo.
Ti accorgi che sei rimasto con le mani vuote.
Ora ti trovi solo col tuo tempo tramutato in cenere.
Non importa che inventavi favole e hai scontato la vita
guidando un girasole con le mani.
Ormai più non brillano gemme nei tuoi occhi.
L’inverno adesso sale col suo ritmo quieto di pendolo
e voleranno via come foglie
le pagine rimaste intatte del tuo diario.
Prima che le porte si chiudano frusciando
e si dissolva, dietro, ogni miraggio l’ultimo atto sarà il tentativo
di catturare nello sguardo anche una scheggia soltanto
di sole.
PABLO NERUDA
Perche' ti amo di Herman Hesse
Perche' ti amo
Perche' ti amo,
di notte son venuto da te
cosi' impetuoso e titubante
e tu non me potrai piu' dimenticare
l' anima tua son venuto a rubare.
Ora lei e' mia - del tutto mi appartiene
nel male e nel bene,
dal mio impetuoso e ardito amare
nessun angelo ti potra' salvare.
Herman Hesse
Perche' ti amo,
di notte son venuto da te
cosi' impetuoso e titubante
e tu non me potrai piu' dimenticare
l' anima tua son venuto a rubare.
Ora lei e' mia - del tutto mi appartiene
nel male e nel bene,
dal mio impetuoso e ardito amare
nessun angelo ti potra' salvare.
Herman Hesse
Poesia per San Valentino: Pensando a te
Pensando a te
Entrata ormai sei tu nella mia vita
dopo alterne vicende e avvenimenti…
quanti ricordi e dolorosi eventi
cancello da quest’anima ferita.
Nel cuor la speranza e rifiorita
come d’incanto e nuovi sentimenti
l’idelale tu sei o vita mia.
La fiamma ardente che alimenta il cuore
ogni parola tua è un pulpito d’amore.
Sei tu il bel sogno che mai più s’oblia,
la perla che fa luce al sognatore,
ogni sorriso è fonte di calore,
ogni sorriso è fonte di poesia.
Io ti darò la vita, i miei sonetti,
i baci ricamati di passione,
le languide carezze e i santi affetti…
Senza esitar riallaccio le catene…
dal cuor cancello l’ultima illusione:
poiché il cuor mio ha ritrovato
chi gli vuol bene!
http://www.sentieridamore.com/sentieri/index2.html
Entrata ormai sei tu nella mia vita
dopo alterne vicende e avvenimenti…
quanti ricordi e dolorosi eventi
cancello da quest’anima ferita.
Nel cuor la speranza e rifiorita
come d’incanto e nuovi sentimenti
l’idelale tu sei o vita mia.
La fiamma ardente che alimenta il cuore
ogni parola tua è un pulpito d’amore.
Sei tu il bel sogno che mai più s’oblia,
la perla che fa luce al sognatore,
ogni sorriso è fonte di calore,
ogni sorriso è fonte di poesia.
Io ti darò la vita, i miei sonetti,
i baci ricamati di passione,
le languide carezze e i santi affetti…
Senza esitar riallaccio le catene…
dal cuor cancello l’ultima illusione:
poiché il cuor mio ha ritrovato
chi gli vuol bene!
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