CHRISTMAS COUNTDOWN

L'Albero di Natale

21 dic 2010

Albero di Natale cioccolatoso

Albero di Natale cioccolatoso

Ingredienti:

1 Pandoro

100 gr. di cioccolato fondente

50 gr. di burro

Zucchero a velo

Confettini colorati

Preparazione:

Tagliate il pandoro in fette orizzontali per ottenere tante fette a forma di stella.

Disponte le fette una sull'altra partendo dal basso, sfasandole in modo da far uscire tutte le "punte delle stelle".

Sciogliete a bagnomaria il cioccolato fondente con il burro.

Quando sarà fuso, versatelo sul pandoro dalla forma d'albero in modo che coli poi su tutte le fette.

Fate solidificare un po' il cioccolato e cospargete l'albero di zucchero a velo;

decorate infine con i confetti colorati o con delle candele, che potrete anche accendere prima di portare in tavola.
http://www.alcioccolato.com

Natale 2010 a Disneyland Paris

Albero di Natale di bottiglie in Israele

Christmas Tree Lighting 2010 at Rockefeller Center

20 dic 2010

Le Zampogne e il Natale

La fragranza dei dolci al miele e alle mandorle, il candore atteso della neve e le armonie penetranti delle zampogne: in Molise il suono del Natale è soprattutto quello dell'antico strumento che accompagnava i pastori nei loro spostamenti la cui tradizione è viva da secoli - tutto l'anno - a Scapoli (www.comunescapoli.is.it), paesino di nemmeno mille abitanti che si erge su uno sperone roccioso a ridosso delle Mainarde.

Angolo nascosto del Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise (www.parcoabruzzo.it), il piccolo centro della provincia isernina (www.iserniaturismo.it) vanta una fama internazionale come patria delle zampogne: è uno dei pochi in Italia in cui ancora opera un numero ristretto di artigiani che mantengono in vita la tradizione e la fabbricazione dello strumento tramandandone le tecniche di costruzione alle generazioni future. Chi a luglio ha perso il mega raduno del Festival Internazionale della Zampogna - con suonatori di zampogne e cornamuse da tutto il mondo - e non vuole aspettare un altro anno, il periodo di Natale è più che mai indicato per una visita al borgo dove le nenie che preannunciano l'avvento del Messia aggiungono quel pizzico di fascino in più a una vacanza in una località di montagna di per sé affascinante.

Forse già conosciute da Sanniti e Romani, le zampogne compaiono per la prima volta negli scritti del biografo latino Svetonio della Roma imperiale. Prove storiche non ce ne sono, ma secondo una suggestiva leggenda già nel 55 a.C. Giulio Cesare, impegnato nella conquista della regione britannica, riuscì a sconfiggere i nemici grazie al suono stridulo dello strumento. Legato alla tradizione pastorizia, l'artigianato della zampogna è oggi raro e prezioso, soprattutto frutto di una ricca tradizione culturale. Ne sono consapevoli gli artigiani scapolesi, custodi dei segreti dello strumento: i materiali (legno di ulivo o di ciliegio, pelle di pecora o di capra e la canna) e le antiche tecniche.

Unico al mondo, merita una visita il Museo della Zampogna, aperto tutto l'anno, caratteristico in primis per il recupero architettonico della struttura, ospitata da palazzo Mancini che dall'alto domina tutto il paese con un panorama di monti che lascia senza parole. Dalla piazza del paese vi si arriva a piedi seguendo il cammino di ronda, una passeggiata panoramica lungo il perimetro della fortificazione longobarda che descrive il centro storico e dalla quale poter godere di una visuale d'eccezione sulla vallata del Volturno. Nei tre piani dell'edificio è possibile ammirare zampogne provenienti da ogni parte del mondo e prodotte in varie epoche accanto ad altri rari strumenti a fiato e a una vasta documentazione iconografica e letteraria. Tante anche le foto e peculiari la riproduzione di un'antica bottega artigiana e la cineteca dove poter guardare video sullo strumento e ascoltarne le melodie. Nel museo c'è inoltre una sala insonorizzata per l'accordatura delle zampogne che deve avvenire in assenza di eco.

Oltre al museo e al cammino di ronda tutto il vecchio nucleo del borgo, di impianto medievale, è interessante per visitatori e turisti, a cominciare dal Palazzo Marchesale dei Battiloro, con mura a strapiombo sulla roccia che costituiva le fondamenta del castello di Scapoli. Ricostruita dopo la seconda guerra mondiale, la chiesa di San Giorgio Martire reca ancora un portale laterale con rilievi e un'antica iscrizione. In località San Giovanni, a pochi metri dall'omonima cappella è possibile scorgere l'antica fonte dove fino agli anni '70 le giovani scapolesi facevano la fila con le tine per prendere l'acqua. Dove invece un tempo sorgeva la chiesa di Sant'Antonio, rasa al suolo negli anni '60, ora si erge il monumento dello Zampognaro, realizzato nel 1980.

Al tuffo nel folklore e nelle tradizioni d'altri tempi si può aggiungere una pausa culinaria niente male con le tante specialità della cucina molisana: al top insaccati e prodotti caseari ma non solo. Da assaggiare le zucchine alla Scapolese, piatto tipico legato alla raccolta delle olive e al Natale, e i tipici ravioli scapolesi (se piacciono, mettere in agenda la tradizionale "raviolata" di Carnevale).http://www.ansa.it/

La storia del Christmas pudding

Storicamente il pudding era un semplice piatto di frumento cotto nel latte, ma già nel Medioevo si arricchì con brodo di manzo, farina d’avena, uova, frutta secca, noce moscata e zenzero.


Alcune modifiche alla ricetta vennero fatte all’epoca di Elisabetta I (1533-1603), ma l’attuale versione del plum pudding risale alla fine del Seicento. Nel XIX secolo venne aggiunta un’altra variante e le prugne secche furono sostituite da uva sultanina e frutta candita.

Il dolce raggiunse il suo apice di successo in epoca vittoriana, quando aveva una forma perfettamente sferica. Ecco la ricetta per un vero Christmas pudding: mescolate in una larga terrina 450 grammi di mollica di pane bianco, un cucchiaino di zenzero e spezie miste, 2 cucchiaini di sale, 225 grammi di strutto, 250 grammi di zucchero di canna, 110 grammi di frutta candita a pezzetti, 450 grammi di uva passa e sultanina, 85 grammi di carote grattugiate. A parte mescolate 3 cucchiai di brandy, due di latte e 110 grammi di melassa; poi aggiungete il tutto agli altri ingredienti e amalgamate. Lasciate riposare per un’ora. Quindi travasate il composto in un recipiente di ceramica bianca ben imburrato, coperto con carta oleata, e avvolgete il tutto (compreso il recipiente) in un panno o nella carta trasparente e cuocete a bagnomaria.

Per un pudding piccolo ci vogliono 5 ore, per uno medio 7 e per uno grande 9 ore. A cottura ultimata, lasciate raffreddare e mettete il pudding in un luogo fresco il più a lungo possibile per consentire la giusta maturazione del dolce. Poi, quando sarà servito, cambiate la carta oleata e cuocetelo ancora a bagnomaria per 2 o 3 ore. Generalmente il Christmas pudding si accompagna con il rhum o il brandy butter, una salsa a base di burro, zucchero, noce moscata e cannella, con rhum o brandy.http://www.ansa.it/

La storia del Panettone

Famoso in tutto il mondo, il panettone è nato a Milano nel Duecento come pane arricchito di lievito, miele e uva secca.

Nel ‘600 aveva la forma di una focaccia, fatta di farina di grano e chicchi d’uva, mentre nell’800 era una specie di pane di farina di grano arricchito con uova, zucchero e uva passa.

Molte sono le storie e le leggende legate alla vita del panettone, ma due sembrano le più attendibili: la prima è ambientata a fine ‘400 e narra di Ugo, figlio del condottiero Giacometto degli Atellani, che si innamora della giovane Adalgisa. Per stare accanto all’amata s’improvvisa pasticcere come il padre di lei, tale Toni, e crea un pane ricco, fatto con farina, lievito, burro, uova, zucchero, cedro e aranci canditi.

Ludovico il Moro e la moglie, la duchessa Beatrice, vista la grande passione del giovane, convincono Giacometto degli Atellani a far sposare il figlio con la popolana. Il dolce, frutto di tale amore, diventa subito un successo senza precedenti e la gente viene da ogni contrada per comprare e gustare il “Pan del Toni”, il panettone.

La seconda leggenda narra che per la vigilia di Natale, alla corte del duca Ludovico il Moro, era stata predisposta la preparazione di un nuovo dolce a forma di cupola. Purtroppo durante la cottura il pane che contiene acini d’uva si brucia; il cuoco, disperato, viene soccorso da uno sguattero di nome Toni, che gli consiglia di servire ugualmente il dolce, giustificandolo come una specialità con la crosta. Quando la strana ricetta viene presentata agli invitati si leva dalla tavolata un coro di lodi: nasce così il “Pan del Toni”.

Uno degli artefici del panettone moderno è il pasticcere Paolo Biffi, che preparò un enorme dolce per Pio IX e glielo spedì con una carrozza nel 1847. La creazione dell’attuale confezione del panettone è databile alla prima metà del ‘900, quando l’imprenditore Angelo Motta propose la forma di cupolone e il “pirottino” di carta da forno per celebrare la crescita e l’importanza del preparato del dolce.http://www.ansa.it

Arriverà Natale.

 Qualcuno dirà: ma siamo solo a settembre! Chi è amante del Natale come me, potrà comprendere la sensazione che posso provare appena l'e...